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Terza stagione, ancora tu?

di Il Calcio Inglese di Il Calcio Inglese — 1 anno fa in Il Calcio Inglese

José Mourinho è fatto così: prendere o lasciare. La stagione 2018/2019 è da poco ufficialmente iniziata ma dalle parti di Old Trafford si sente già aria di esonero. Forse si esagera leggermente nel considerare la posizione del portoghese a rischio, ma gli elementi a sostegno di questa tesi sono più di uno e rischiano di aumentare con il passare delle settimane.

Senza fare troppi giri di parole, abbiamo provato a riassumerli il più sinteticamente possibile, aggiungendo un particolare che in pochi hanno notato e che, sebbene sia nato ironicamente, rappresenta l’esatto pensiero dei tifosi dei Red Devils in questo preciso momento.

La diatriba Pogba

Ancora prima di cominciare la stagione, lo Special One e il centrocampista francese sembravano già essere ai ferri corti. Il Barcellona sembrava prossimo all’acquisto del giocatore e lo United alla ricerca di un valido sostituto. Tali voci si sono poi confermate delle semplici dicerie, ma il dubbio su un rapporto incrinato e ridotto ai minimi storici rimane. Pogba ha giocato (da capitano) entrambe le partite di Premier League, segnando anche due gol (entrambi su rigore), e resta comunque un titolare inamovibile del centrocampo dei Red Devils. Quanto avviene nello spogliatoio però, non è altrettanto chiaro. La sfuriata di Raiola sui social, che si aggiunge ai tanti errori commessi dal giocatore sul campo (è sembrato effettivamente svogliato e fuori forma) e ad un rapporto apparentemente “freddo” con alcuni compagni (vedi Lukaku) sembrano essere il sintomo che effettivamente qualcosa in quell’ambiente non sta funzionando. Da capire, in questo caso, le oggettive colpe di Mourinho.

Il gioco

A tre anni dal suo arrivo a Manchester, ancora non si vede una minima idea di gioco. Sappiamo benissimo che Mourinho non è un cultore del bel calcio, contrapponendosi in questo particolare all’eterno rivale Pep Guardiola, ma vedere lo United scendere in campo e improvvisare la maggior parte delle azioni, affidandosi spesso agli spunti dei singoli, sta diventando un peso troppo grande da sopportare per tutti i tifosi. Il portoghese si è più volte lamentato del mercato, ma a conti fatti non solo ha speso più di 300 milioni dal suo arrivo a Old Trafford, ha dovuto fare i conti con giocatori da lui espressamente richiesti e dimostratosi non all’altezza di un club come il Manchester United. Da questo punto di vista (esclusi forse solo Lukaku e il poco utilizzato Martial) è il diretto responsabile di un flop dietro l’altro, in particolare nel settore difensivo.

I rapporti con la società

Sembra evidente che nell’ultimo periodo tra il manager portoghese e la dirigenza americana che gestisce il club, non ci sia alcun tipo di comunicazione (o rapporto, a seconda di come la si vuole intendere). Mourinho spesso sembra lanciare delle frecciatine in conferenza stampa con il solo intento di farsi sentire o farsi notare dal club, come se non fosse in grado di farlo autonomamente. Dopo i 3 trofei conquistati nella prima stagione, i Red Devils hanno messo la marcia in folle e si sono fermati completamente, sia dal punto di vista dei successi che da quello della mentalità. Anche qui, Mourinho, gioca un ruolo da protagonista, purtroppo per lui in negativo.

La raccolta fondi dei tifosi

Alcuni continuano a supportarlo, altri non lo possono più vedere, altri ancora sono semplicemente stati indifferenti sin dal giorno uno. Quanto accaduto negli ultimi giorni però, ha dell’incredibile: venuti a sapere che per il suo esonero la società dovrebbe pagare 12 milioni di sterline di penale, i tifosi hanno dato il via a una raccolta fondi per aiutare il club ad allontanare il manager portoghese. Incredibile, ma vero (qualcuno ha veramente donato).

Se a tutto questo aggiungiamo che siamo alla sua terza stagione sulla panchina dello United e che storicamente la terza stagione di Mourinho in un club è quella che coincide con l’esonero o l’addio, sembra essere evidente a tutti che i suoi giorni a Manchester siano contati. Fino quando ci toccherà contare non è chiaro, ma arrivati a questo punto ogni errore potrebbe fare la differenza.