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Vivere come un calciatore professionista per un giorno

di Redazione HelloSport di - — 7 mesi fa in Cronache di Spogliatoio

Per la prima volta mi è stata proposta un’opportunità più unica che rara: seguire la trasferta europea di un club italiano. Seguire da dentro, intendo. Dall’imbarco sul charter alla seduta di scarico del giorno successivo al match. L’emozione è stata enorme, consapevole del fatto che poche altre persone (escludendo gli addetti ai lavori, naturalmente) potranno mai raccontare questa esperienza. Ma basta tergiversare, ora proverò a raccontarvi tutto.

 

Non ho ancora svelato i due soggetti principali: la squadra e la partita in questione. Ma lo capirete presto.

 

MERCOLEDÌ 3 OTTOBRE 2018

Il ritrovo è fissato all’aeroporto di Fiumicino alle ore 14. Dopo il check-in mi precipito di fronte al gate con il biglietto in mano e gli occhi spalancati ad attendere la sfilata dei giganti ammirati solo in televisione o allo stadio. Confesso che il cuore ha accelerato parecchio quando mi sono fatto la domanda ‘Ma chi sarà il mio vicino di volo? Mi lascerà il posto vicino al finestrino? Se l’aereo traballerà avrà più paura di me?’. Nemmeno il tempo di concludere questi pensieri mistici che Milinkovic-Savic scorre davanti a me con il suo trolley. Dalla tv è grosso, dal vivo è MASTODONTICO. Wow.

Prendo posto sull’aereo accanto a Immobile e Marusic, cercando di comportarmi nella maniera più ovvia e naturale possibile. Obiettivo fallito fin dal primo secondo, quello in cui rischiato di inciampare sulla valigia di Mister Inzaghi. Durante il volo mi sono ingozzato di patatine e ogni bevanda gassata esistente sulla faccia della Terra, mentre intorno a me fioccavano bottigliette di acqua naturale: primo grande bivio che mi ha fatto capire che non avrei mai potuto fare il professionista 🙂

Atterriamo a Francoforte. Già, perché il match in programma è Eintracht-Lazio, sfida valevole per il girone H di Europa League. In pullman ci dirigiamo verso la Commerzbank-Arena per la ricognizione (la passeggiata sul terreno di gioco, ma “ricognizione” è molto più figo) e la conferenza stampa. Bene. Avete presente il profumo dell’erba appena tagliata e innaffiata? Aumentate quella sensazione di goduria all’ennesima potenza ed incastratela in uno stadio che è un vero gioiello, tirato a lucido in vista di una notte di calcio europeo. Spettacolo.

Dopo le parole di Inzaghi si va in Hotel per la cena (leggera che più leggera non si può) e il riposo.

 

GIOVEDÌ 4 OTTOBRE 2018

Il giorno della partita si apre alle 8.30 con la colazione. Vi lascio immaginare il differente approccio al buffet. Per questo evito giri di parole e lascio parlare le immagini.

Giorno di clausura per i ragazzi della Lazio, giorno da turista per me. Uno splendido sole riscalda Francoforte, mitigando la frizzante aria autunnale. È davvero una città stupenda, ricca di spunti architettonici, cibo e culture differenti. La visito in lungo e in largo, mangio wurstel e bevo birra, incontro molti italiani emigrati con i quali scambio quattro chiacchiere. Mi sento a casa.

Ore 18, trasferimento allo stadio. Dal traffico che incontriamo sulla rotta (il bus della Lazio è veramente grande come una nave) si capisce subito che razza di atmosfera ci aspetta. Cinquantamila persone a gremire gli spalti, un fiume di folla con tamburi, fumogeni e un tasso alcolico crescente. Cantano, cantano tutti, cantano in continuazione, sempre con il sorriso stampato sul volto. Siamo dentro la Commerzbank-Arena di Francoforte.

La partita vola via troppo velocemente. Per quelli come me che passerebbero settimane intere dentro allo stadio, novanta minuti non bastano. Rimango in piedi impalato ad osservare i tifosi in festa, a riempirmi i polmoni dell’aria che si solleva dal terreno di gioco. Brividi ed emozioni che mi porterò dentro per sempre.

Si torna in Hotel.

 

VENERDÌ 5 OTTOBRE 2018

Il programma dell’ultimo giorno è così definito: seduta di scarico nel campo antistante la Commerzbank-Arena e rientro in Italia.

Ecco, è il momento di evidenziare un’altra caratteristica per la quale non avrei mai potuto fare il professionista: il tocco di palla dei calciatori osservato a pochi metri di distanza. Cioè, è proprio diverso il suono della palla quando si stacca dal piede. E non perché i loro palloni siano così diversi dai nostri 😉

Un ultimo saluto alla città vista dal finestrino del bus e poi tutti sull’aereo per il volo di ritorno, prima di essersi concessi agli appassionati locali per foto e autografi. Ho provato a spacciarmi per un calciatore famoso ma non ci ha creduto nessuno. L’unico che mi ha chiesto la foto è stato l’addetto del personale di terra. la foto del passaporto, naturalmente.

Sorvoliamo le Alpi e cerco di fare mente locale ancora una volta prima di atterrare: di fianco a me ci sono i giocatori della Lazio. Chissà quando mi ricapiterà.

Un ringraziamento sentito a chi ha reso possibile tutto questo, gli amici di MarathonBet.