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“The king of Highbury”: la notte dei sogni di Titì

di Romanzo Calcistico di Romanzo Calcistico — 4 anni fa in Calcio

Sembrerebbe una notte invernale britannica qualunque, pioggerellina e temperatura sugli zero gradi a Londra.

Ma quella non sarà una notte come le altre.

Quella notte segnerà meravigliosamente il ritorno di un giocatore che non è restato, non resta e non resterà mai indifferente ai tifosi dell’Arsenal.

Lui lì è “The King” e quella sarà la notte dei sogni del Re.

In quella fredda notte di gennaio, gli uomini di Wenger non se la passavano bene contro il meno quotato Leeds, nobile decaduta che da anni oramai staziona malinconicamente in Championship. 

Tanto possesso palla per i Gunners, ma errori a iosa negli ultimi sedici metri e partita che si stava incanalando verso un triste risultato a reti bianche. Così Monsieur Arsène, al 23′ della ripresa decide che è arrivato il momento di far entrare un ragazzotto di 35 anni, appena tornato da quelle parti dopo la prima parentesi americana, che di gol se ne intende, visti i suoi 226 gol (fino a quel momento) con la maglia dell’Arsenal. 

Appena mette piede in campo si alza un boato romantico: tutti in piedi ad applaudire e a osannarlo: sì perché lui lì non è uno qualsiasi, lui da quelle parti è “Sua Maestà”. Lui è Thierry Henry

E allora no, non deve, non può essere una solita fredda notte inglese.

“The local Hero” impiega 10′ per scaldare l’atmosfera e per far ricordare ai suoi tifosi che da quelle parti lui, la rete avversaria, la gonfiava una partita sì e l’altra pure.

Piattone poetico sul secondo palo e… gol. 

Ancora lui, ancora con quella maglia, come se il tempo non fosse mai passato…