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Quella volta che Paul Gascoigne fece l’allenatore

di Il Calcio Inglese1 anno fa in Calcio

Quante volte vi è capitato di vedere un allenatore abbandonare il proprio ruolo o essere addirittura esonerato con all’attivo una sola dozzina di allenamenti e appena un paio di partite? Tante, forse troppe volte negli ultimi anni. Da Sam Allardyce, licenziato dall’Inghilterra dopo lo scandalo che lo ha visto coinvolto nell’acquisto illegale di giocatori stranieri, fino a Frank De Boer, protagonista di un drammatico avvio di stagione con l’Inter lo scorso anno.

Uno dei padri de “l’esonero prematuro” però, è nientemeno che Paul Gascoigne, idolo di tantissimi ragazzi e icona del football britannico tra gli anni 90 e i primi anni 2000. Sul finire della propria carriera da calciatore, Gazza ebbe un’opportunità irrinunciabile: acquisire il 30% del Kettering Town (club militante nella Conference North) e diventarne contemporaneamente l’allenatore. Ricordate?

Era la sua grande occasione, perché non solo poteva dare inizio alla carriera manageriale alla quale aveva a lungo aspirato, ma avrebbe guidato un club in piena rivoluzione e deciso, a suon di investimenti, di puntare alla promozione tra i professionisti. Qualcosa, però, andò nel verso sbagliato. Dopo soli 39 giorni dalla firma del contratto, Gascoigne fu infatti cacciato dal presidente del club con la pesante accusa di essersi presentato a quasi tutti gli allenamenti con un tasso alcolico ben oltre il limite.

In poche parole, era costantemente ubriaco. L’ubriachezza e Paul Gascoigne sono due elementi che siamo ormai abituati a sentire all’interno della stessa frase, ma a quel tempo, nell’inverno del 2005, l’alcolismo non era ancora un problema così evidente ed ingombrante nella vita dell’ex calciatore inglese.

Nei giorni successivi al suo esonero l’allora presidente del Kettering Town, tale Imraan Ladak, fece di tutto per screditare Gascoigne, scatenando una sorta di polverone mediatico volto a rovinare l’immagine di un giocatore considerato da molti un modello da seguire. Le accuse vennero ovviamente respinte al mittente dall’ex Tottenham, che da quel 5 dicembre 2005, giorno del suo esonero, decise di non tentare più a fortuna e dire definitivamente dio al calcio.