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L’Old Firm è tornato a far paura

di Il Calcio Inglese2 anni fa in Calcio

L’aria a Glasgow è cambiata. Dopo anni di anonimato, dovuti al fallimento e alla successiva rinascita, i Rangers stanno piano piano tornando a essere competitivi, sebbene il gap con il Celtic sembri quasi incolmabile.

Il derby della scorsa domenica è forse la più chiara dimostrazione di quello che stiamo provando a raccontarvi: Rangers avanti nel risultato per ben 2 volte, ma incapace di contenere le sfuriate offensive dei rivali e costretti a capitolare nonostante l’uomo in più. Come se non bastasse poi, l’errore sotto porta di Morelos che avrebbe potuto regalare il definitivo 3-3. E invece no. Il Celtic ha vinto, ancora, e si è preso gioco dei rivali di sempre.

Ma allora, perché dovrebbe esserci qualcosa di diverso rispetto alle sfide degli ultimi anni se alla fine l’Old Firm lo vincono i biancoverdi? La risposta sta tutta in due scene che sono rimaste impresse nei volti degli oltre 50 mila tifosi che hanno popolato gli spalti di Ibrox.

Da un lato Leigh Griffiths, attaccante della nazionale scozzese e attaccante del Celtic, che ha scelto di seguire il match in mezzo ai propri tifosi visto l’infortunio che lo sta tenendo lontano dal terreno di gioco. Pochi minuti dopo il gol del 2-3 finale, il giocatore è stato immortalato mentre, in piedi su una balaustra, sventola fiero la bandiera dell’Irlanda. Siamo tutti consci della fortissima connessione tra il Celtic e la comunità irlandese e sappiamo come questo abbia rappresentato (e rappresenti tutt’ora) una delle principali motivazioni della rivalità tra la Glasgow tinta di blue e quella tinta di verde, ma il gesto di Griffiths sembra un tantino esagerato.

Come può uno dei giocatori più importanti (a livello d’immagine) di tutta la Scozia, sventolare fiero la bandiera dell’Irlanda? Come può farlo sapendo che migliaia di suoi estimatori prima che tifosi del Celtic, dei Rangers, del Motherwell o dell’Aberdeen, sono prima di tutto scozzesi? Il suo gesto, per quanto apparentemente innocuo, rischia di aumentare e inasprire ulteriormente una rivalità che già di per sé fomenta odio da ogni poro. Spesso si dice che i giocatori dovrebbero essere i primi a dare l’esempio, giusto? Bene, così facendo Griffiths ha creato un precedente importante, che potrebbe poi scatenare una serie di comportamenti simili da parte dei colleghi rivali, aumentando così il dissapore tra le tifoserie.

Dall’altra parte poi, la marcia annunciata degli Union Bears (gruppo organizzato di tifosi dei Rangers), che nonostante non avesse ottenuto l’autorizzazione della polizia, si è tenuta regolarmente tra il terrore e l’incredulità dei passanti. Da diverso tempo non si vedevano i tifosi deRangers così uniti e numerosi, tanto che a sorprendere, al di là della quantità di persone, è stata la sentita partecipazione di molti ragazzini, che in questi anni iniziano a inquadrare cosa significhi esattamente tifare per una o per l’altra squadra di Glasgow.

Dalle immagini diffuse, oltre alla carica, alla passione e al folklore dei tifosi, un paio di scatti hanno scatenato qualche polemica a livello mediatico: come si evince dalle immagini, le prime file del corteo sono composte da persone munite di passamontagna, sciarpe avvolgenti a coprire il volto e indumenti di colore scuro. Di contorno sono poi sbucati alcuni braccia tese, saluti romani e la scritta dello striscione in testa al corteo che recitava: “Goodnight Green & White” con l’immagine di un tifoso del Celtic preso a calci.

Il motivo di tutte queste scelte, apertamente schierate dal punto di vista politico, sono identificabili nei fatti avvenuti nei giorni precedenti alla partita. Prima la polizia che ha negato agli Union Bears il corteo (che si è poi svolto comunque, per questo molte facce erano coperte) e poi la provocazione dei tifosi del Celtic, che la sera prima della partita hanno tentato di imbrattare i muri adiacenti ad Ibrox ma sono stati sorpresi e respinti da un gruppo di tifosi dei Rangers radunatosi nelle immediate vicinanze.

Il “Goodnight Green & White” faceva riferimento al “Goodnight left side” un motto utilizzato da molti gruppi di estrema destra in riferimento agli antagonisti e componenti di gruppi di estrema sinistra.

Glasgow Derby (11/3/2018)

Posted by Union Bears on Montag, 12. März 2018

Insomma, il contorno di questo Old Firm è stato nuovamente carico di tensione, ma la nostra impressione è che non sia finita qui. I Rangers stanno per tornare competitivi e gli stessi tifosi stanno cercando di riorganizzarsi. La rivalità, politica o religiosa che sia, sembra essere pronta a vivere una nuova epoca, più moderna su alcuni punti ma pur sempre carica di odio e violenza.