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L’impressionante trasformazione di Leroy Sané

di Il Calcio Inglese2 anni fa in Calcio

Gli ci è voluta un’intera stagione per ambientarsi e trovare la sua dimensione. Una stagione fatta di alti e bassi, sia dal punto di vista tecnico che da quello realizzativo, conclusa dalla sua squadra con un nulla di fatto in tutte le competizioni alle quali ha preso parte e con una qualificazione in Champions League raggiunta al fotofinish grazie al 4° posto in Premier League.

Non proprio il migliore degli inizi quello che ha caratterizzato l’arrivo nel campionato inglese di Leroy Sané. Per sua fortuna, con il passare dei mesi la fiducia nei propri mezzi è cresciuta, l’ambiente attorno a lui si è fatto più amichevole e accogliente, i ritmi del campionato inglese sono diventati più familiari e di conseguenza anche il suo rendimento è migliorato in maniera esponenziale.

Tutto questo, per sua stessa ammissione, è avvenuto grazie all’aiuto, ai consigli e alle direttive dell’uomo che con pazienza e dedizione sta guidando il Manchester City verso nuovi e vincenti traguardi: Josep Guardiola, meglio conosciuto come Pep.

Se non fosse stato per lui, non sarei il giocatore che sono adesso. Mi ha aiutato tantissimo sin dal giorno del mio arrivo qui a Manchester. Il mio stile di gioco, i miei movimenti con e senza la palla, i miei inserimenti: è impressionante il modo in cui una singola persona ti aiuti a migliorarti così tanto.

Con queste semplici parole Sané ha introdotto (anche se sarebbe meglio usare il verbo presentare) al mondo del calcio l’allenatore che più di tutti gli ha permesso di diventare il giocatore “incontrollabile” che è oggi. E quando diciamo incontrollabile non stiamo parlando di un oscuro e incompreso lato comportamentale, bensì dei suoi movimenti sul terreno di gioco che lo hanno reso di fatto “imprendibile” per qualsiasi tipo di difensore.

Una volta ho giocato contro il suo Bayern Monaco e ricordo che non vedevo l’ora che la partita finisse. Giocavano talmente bene che ti mandavano in confusione. Quando sei dalla sua parte però, le cose cambiano. Non appena ho acquisito confidenza nei miei mezzi è venuto da me e mi ha detto che avrei dovuto giocare in libertà come fa Messi. Ovviamente non dovevo imitare Messi, ma provare a giocare con la sua stessa mentalità, cioè libero dai classici schemi tattici.

Leroy ha ascoltato, ha osservato, ha imparato e alla fine ha applicato alla lettera tutte le direttive del suo allenatore. E quasi magicamente, nel giro di 12 mesi, è diventato uno dei giocatori più forti di tutta la Premier League. Salta l’uomo 9 volte su 10. In velocità ha forse un paio di rivali sparsi per tutto il paese. Ha grande senso del gol e ma soprattutto un senso innato della posizione, che gli permette di essere sempre al posto giusto e al momento giusto.

Il successo di questi mesi però, non sembra spaventare un ragazzo giovane come Sané, che ha dimostrato non solo di saper gestire la pressione per il ruolo ricoperto ma anche di saperla trasformare in uno stimolo, necessario per mantenere alta la concentrazione e non calare il livello delle proprie prestazioni.

A volte sono talmente concentrato in quello che sto facendo che non mi rendo conto di quello che succede attorno a me. Alla fine è una cosa molto positiva, perché non ho distrazioni e allo stesso tempo riesco a gestire la quantità infinita di pressioni che ci sono a questi livelli.

 

Guardiola ci aveva visto lungo nell’estate del 2016 quando, acquistandolo dallo Schalke 04 per 37 milioni di sterline, lo aveva reso uno dei primi acquisti della sua era al Manchester City. Al momento, c’è già chi parla di un futuro vincitore del Pallone d’Oro e lui non sembra essere neanche tanto dispiaciuto. Del resto, le pressioni non lo hanno scalfito fino ad ora, difficilmente lo faranno in passato.