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Lee Johnson, il condottiero di Bristol

di Il Calcio Inglese1 anno fa in Calcio

Si chiama Lee Johnson, ha 36 anni e questa sera si giocherà la partita di calcio più importante della sua carriera. È un calciatore o aspirante tale? Un tifoso? Un giornalista sportivo alla ricerca di fama nel mondo dello sport? No, niente di tutto questo.

Lee Johnson è un allenatore di calcio, dal 2016 siede sulla panchina del Bristol City e tra poche ore sarà uno dei principali protagonisti della sfida che andrà di scena all’Etihad Stadium tra Manchester City e Bristol City e valida per l’andata delle semifinali di Coppa di Lega.

Conti alla mano, sono passati esattamente 29 anni dall’ultima volta che i Robins hanno potuto sfiorare, anche solo con il pensiero, la conquista di un trofeo nazionale: correva l’anno 1989 e anche in quell’occasione la squadra era riuscita a raggiungere le semifinali di Coppa di Lega, salvo poi essere eliminata dal Nottingham Forest. Una serie infinita di insoddisfazione che, per un club che non ha mai conquistato una competizione ufficiale nel corso della sua lunghissima storia, sembra ancor più logorante.

Anni e anni di attesa cancellati in un attimo dalle soddisfazioni ottenute nel corso della stagione corrente che, oltre a regalare una nuova semifinale di Coppa di Lega e un 4° posto in campionato, sembra essere quella della consacrazione definitiva della figura di Lee Johnson.

Arrivato a Bristol poco meno di due anni fa, Johnson ha vissuto una parabola ascendente più unica che rara nel suo genere. Circa 12 mesi fa, di questi tempi, il Bristol City perdeva la sua 8^ partita consecutiva (la nona delle ultime dieci giocate), contava appena 3 punti di vantaggio dalla zona rossa della classifica ed era una delle principali candidate alla retrocessione in terza divisione (più comunemente chiamata League One). Insomma, nulla, ma propio nulla, sembrava voler pendere a loro favore e nessuno, forse neanche gli stessi giocatori, credevano in una immediata ripresa.

Nessuno, eccetto lui: Lee Johnson. Nonostante le critiche dei tifosi che spingevano per il suo esonero e le costante pressioni della società che volevano premevano per dei risultati tangibili prima di prendere l’ultima drammatica decisione sul futuro del proprio allenatore, il buon Lee è riuscito a far rialzare la testa ai propri ragazzi, ha dato loro la fiducia e la confidenza, guidandoli verso la gloria calcistica.

“Gloria” potrebbe effettivamente sembrare un termine inadatto per un club come il Bristol City, ma i risultati recentemente ottenuti mostrano che, in effetti, qualcosa di particolare è davvero avvenuto all’interno dello spogliatoio. La salvezza della scorsa stagione, il 4° posto in classifica in quella corrente e l’assurdo percorso in Coppa di Lega, che ha visto i Robins eliminare ben 4 squadre di Premier League prima di strappare l’accesso alle semifinali, sono la dimostrazione tangibile che Johnson non è solo riuscito a riprendere in mano la situazione, ma ne ha anche assunto il totale controllo, restituendo ai suoi calciatori la grinta necessaria per reagire.

“Ne siamo usciti insieme. Società, giocatori, tifosi. È stato un percorso lungo e ricco di ostacoli, ma ci ha resi molto più forti e determinati di prima. Come manager devo essere grato alla società per il costante supporto ricevuto ma soprattutto devo fare un plauso ai miei ragazzi, che sono riusciti a fare qualcosa di assolutamente unico. Sono fiero di loro”. 

Così Lee Johnson ha commentato la situazione del suo Bristol city a poche ore dal match contro il Manchester City. Non solo: dopo aver regalato una bottiglia da 450 sterline a José Mourinho nel post partita della sfida contro il Manchester United nei quarti di finale, il manager inglese ha espresso un desiderio che spera di poter realizzare già da questa sera.

“Voglio sedermi a un tavolo con Guardiola e farmi dare lezioni di tattica. Penso sia un maestro assoluto in quello che fa. Non sarà semplice convincerlo ma spero che possa accettare il mio invito”.

Comunque vada a finire, il Bristol City potrà contare sul supporto di 7860 tifosi che seguiranno la squadra nell’insidiosa trasferta di Manchester, ma soprattutto potrò affidarsi al match di ritorno quando, difronte a un Ashton Gate tutto esaurito, risultato e qualificazione devono sempre da tenersi un traguardo possibile, qualsiasi sia l’avversario (chiedere a Mourinho per maggiori info). Good luck Lee and Good luck Robins!