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Il discorso di Mourinho nello spogliatoio durante il derby di Manchester

di Il Calcio Inglese4 anni fa in Calcio

Il derby è sempre un derby. Può essere alla prima o all’ultima giornata, può essere insignificante ai fini della classifica finale o può addirittura decidere un campionato. Fatto sta che al di là delle chiacchiere, le polemiche e i pronostici dei giorni precedenti, quando arriva il momento di giocare a scendere in campo sono 22 giocatori che altro non vogliono se non vincere quella fottuta partita.

Potrebbe cadere il mondo intero di fronte ai loro occhi, ma prima dovranno aver vinto un derby. Anzi, il derby. È una partita a sé stante, dal risultato impronosticabile e dall’andamento imprevedibile, che nessuno ha intenzione di perdere, specialmente se vincendo può darti la possibilità di festeggiare in faccia agli avversari di sempre la vittoria di un titolo.

Una situazione molto simile a quella capitata domenica pomeriggio al Manchester City, che battendo il Manchester United si sarebbe potuto proclamare campione d’Inghilterra con ben 6 giornate d’anticipo. Un’eventualità che sembrava ormai essere scontata al termine della prima frazione di gioco quando i Citizens vincevano con un nettissimo 2-0 e sembravano avere il pieno controllo delle ostilità.

In spogliatoio però, è successo qualcosa. Il Manchester United, sballottato a destra e a sinistra dai rivali cittadini, ha deciso non farsi prendere più in giro. Anzi. Un uomo in particolare ha spronato i suoi ragazzi a non farsi prendere più in giro. Si chiama José Mourinho, è uno degli allenatori più vincenti di sempre e nonostante il suo nome causi sempre una miriade di sentimenti contrastanti, tra chi lo adora per il suo modo di fare e chi lo odia per il gioco che fa esprimere alle squadre che allena, oltre alle tante parole che pronuncia ha sempre cercato di far combaciare dei fatti.

Domenica pomeriggio era una di quelle occasioni. Domenica pomeriggio dopo 45 minuti di pura follia, ha rimesso in sesto la sua squadra e l’ha guidata fino alla vittoria finale. Lo ha fatto usando, come il suo solito, delle semplici parole.

Non voglio che siate dei clown che restano lì impalati a guardare i rivali di sempre prenderli a pallonate e vincere un trofeo. Dovete reagire. Se non lo fate per me, fatelo per voi stessi e per i tifosi. 

Così lo Special One ha liquidato i suoi giocatori tra il primo e il secondo tempo. A rivelarlo è stato Chris Smalling, autore di un errore madornale nel primo tempo in occasione del vantaggio del Manchester City e fattosi perdonare al 20° della ripresa con il gol del definitivo 2-3.

Sapevamo di aver deluso tutti, noi stessi in primis. Io in particolare sapevo che dovevo farmi perdonare. Il manager non aveva molto da dire ma quello che ha detto ha scatenato in noi una reazione positiva. Il risultato, poi, lo ha confermato. 

Parole, le stesse con le quali incanta nelle conferenze stampa e fa arrabbiare i tifosi avversari, l’hanno aiutato a trasmettere ai suoi giocatori (domenica pomeriggio come in tutte le altre occasioni avute in passato) quella carica necessaria per ribaltare le partite e portare a casa il risultato. Quando fa così, come fai a dargli torto?