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Crosthwaites, l’acquisto più costoso della storia del calcio

di Cronache di spogliatoio2 anni fa in Calcio

L’ultima stagione di calciomercato ci ha insegnato che le cifre folli sono diventate ormai una consuetudine. Neymar, Mbappé, Coutinho, Van Dijk. Ti svegli al mattino, controlli le indiscrezioni sui trasferimenti ed ecco che partono a raffica numeri ‘monstre’. Petroldollari, proprietari ricchissimi che riversano denaro liquido nell’universo del pallone e rivoluzionano logiche di mercato che fino a qualche anno fa sarebbero state assolutamente incompatibili con l’evoluzione dell’economia mondiale. Ma ci stiamo facendo l’abitudine, quasi non ci stupiamo più nel leggere tutti quegli zeri che riempiono pagine di giornali e tasche dei calciatori.

Le società più blasonate (alcune, per la verità) spendono ed esportano il proprio brand in tutto il mondo, aumentano fatturati e distanze da quelle che non possono permetterselo. Alimentando così un circolo vizioso (e poco virtuoso) che ha costretto le squadre meno fortunate ad attrezzarsi diversamente. Ad esempio, costruendo lo stadio di proprietà.

Il Chelsea, nelle vesti di Abramovich (quindicesimo uomo più ricco al mondo con un patrimonio di 15 miliardi di dollari), è stata una delle primissime società a stravolgere il calciomercato a partire dall’estate 2003. Dopo aver investito tantissimo in risorse umane, accaparrandosi fior di giocatori e una lunga serie di top manager (Ancelotti, Mourinho e Conte, tanto per citarne tre), la potenza londinese ha gettato le basi per la realizzazione di un progetto fantascientifico: un nuovo stadio di 60.000 posti in sostituzione del celebre Stamford Bridge. Costo stimato dell’operazione: 1 miliardo e 120 milioni di euro, soldo più soldo meno.

Ma, come in ogni storia che si rispetti, il protagonista è costretto ad affrontare uno scomodo rivale.

Il mastodontico progetto del Chelsea non aveva considerato l’agguerrita resistenza della famiglia Crosthwaites: lo stadio, infatti, genererebbe una imponente lingua d’ombra sull’abitazione della famiglia londinese, per nulla propensa ad accettare i primi tentativi di “accordo” proposti dal patron russo. 

“Abbiamo già fatto ricorso presso le autorità competenti. L’abitazione a fianco alla nostra è stata venduta per 1 milione e 200 mila sterline (1.300.000 euro). Noi viviamo qui da 50 anni e se il signor Abramovich vuole costruire qui dovrà spendere 1 miliardo di sterline, più la cifra che spetta a noi. Altrimenti siamo pronti ad ostacolare il progetto.”

La sensazione è che alla fine la profondità del portafoglio del magnate russo potrà porre fine alla contesa.  

“Non voglio mica la luna” recitava la famosa canzone. Ma il sole sì, e costa molto caro.