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Diversamente bomber: tutte le medaglie “fuori pista” di Usain Bolt

di Redazione HelloSport3 anni fa in Altri sport

Usain Bolt è leggenda. Punto. Ha riscritto le leggi dell’atletica e vinto tutto con una continuità disarmante. Vederlo piegato dal dolore a terra nell’ultima corsa della sua vita da sportivo, è stato un colpo durissimo. Inaspettato quanto ingiusto. Per distacco il più grande nella sua disciplina e probabilmente fra i tre sportivi più impattanti della storia.

Talento fenomenale in pista, ma non solo. Da anni ha espresso il suo amore folle per il calcio e soprattutto per il Manchester United. Più volte ha provato a fare l’occhiolino ai Red Devils sperando in una chance alla Gene Gnocchi. Pochi giorni fa ha tenuto tutto il mondo sulle spine comunicando di aver trovato l’accordo con una squadra di calcio e mandando in tilt i social. United, Borussia Dortmund ma anche una squadra sudafricana e altre suggestioni folli in giro per l’Europa. Alla fine, come sempre, ha stupito tutti. Giocherà per l’Unicef in un’amichevole nel Teatro dei Sogni ad Old Trafford il 10 giugno. Immenso.

Negli anni però ci ha abituato anche ad uscite da vero bomber. E non solo in pista dove con i suoi mantra ha catalizzato l’attenzione mondiale. Nel 2009, dopo aver fatto registrare il record storico sui 100m di 9”58, ha dichiarato di aver fatto uso più volte di marijuana durante l’adolescenza. “Cosa c’è di strano? In Giamaica lo fanno tutti”. Sì, hai ragione Usain ma non tutti fanno il record del mondo sui 100m. Per giorni i media non hanno parlato d’altro, ma Bolt ha trovato un modo per mettere sempre tutti a tacere: correre più veloce degli altri.

Durante l’ultima Olimpiade in Brasile, dopo aver vinto tutto ciò che si poteva vincere, Bolt ha deciso di staccare un po’ la spina. A modo suo ovviamente. Armato di google traduttore come un qualsiasi abbordatore seriale di Lambrate, ha rimorchiato una studentessa 20enne fuori da un locale, invitandola nel Villaggio Olimpico.

“È venuto davanti a me e ha alzato la maglietta per mostrarmi gli addominali. Non avevo mai visto nulla del genere. Appena saliti sul taxi ha iniziato a baciarmi e abbiamo continuato fino al Villaggio Olimpico, dove nessuno mi ha chiesto un pass o un documento d’identità per entrare. Dopo una notte infuocata, mi ha promesso che ci saremmo rivisti ma non l’ho più sentito”.

Noi sinceramente non siamo stupiti. Buon tutto Usain, sei nella leggenda… in ogni senso.